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All’imbrunire a Cime Tempestose

Così tanti fiori di Borragine e non sapere che farci.

Il Fico d’India è una pianta coriacea: questa foglia è stata tagliata diversi giorni fa, ma i fiori continuano la loro placida esistenza  come se niente fosse accaduto.

Anche se stai guardando altrove, un Papavero ti abbaglia e ti ipnotizza: petali eterei di seta e il rosso perfetto.

A volte non sai se sono erbe selvatiche o piante coltivate. Una via lattea adagiata in un’aiuola aggrovigliata.

La bellezza sta nella ruggine, in una rosa color corallo un attimo prima di cedere e in una margherita proletaria che senza invidia ha già ceduto.

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Biarritz @File Urbani, Radio3

"Je ne sache point d’endroit plus charmant et plus magnifique que Biarritz…Biarritz est un village tout blanc à toits roux et à contrevents verts posés sur des croupes de gazon et de bruyère dont il suit les ondulations…"
(Victor Hugo, Voyage vers les Pyrénées - 1843)

File Urbani @Radio Tre, sabato 20 e domenica 21 aprile alle 10:15

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Un segreto tenero come la ricotta

Tutto il giorno molestato dalla pioggia, il freddo, l’umidità anche quando non ero sotto l’acqua con lo scooter. Saltato pranzo, fame accecante (senza i, vero?), e la maledetta pioggia, perché il resto - la radio, un incontro in una casa editrice - todo bien. In realtà era il pomeriggio perfetto per regalarsi un afternoon tea e due scones con panna e marmellata di fragole da Babington’s, ma l’ansia da estratto conto non me l’ha concesso. C’è stato un breve dibattito interno mentre percorrevo Viale Trastevere, ancora in tempo a scegliere tra direzione Piazza di Spagna versus S. Giovanni. Si è arrivati a un compromesso e ha vinto la mozione anti Babington’s. Mi sono dovuta fermare per forza a prendere un cappuccino e una brioche per non trasformarmi in lupa mannara, e ho comprato una baguette per far finta di essere a Parigi. Altre tappe moleste sulla via di casa: 45 minuti per comprare un olio essenziale e una crema base, la pioggia rallenta tutto, anche le erboriste e le farmaciste. Incredibile quanto ci vuole ad aprire un secchio di crema e versarne 50 gr in un vasetto. Stampare l’etichetta poi. Arrivata a casa, sognando una doccia calda e la temperatura da incubatrice che c’è di solito, trovo  i termosifoni gelidi. Nell’email un messaggio dell’amministratore informa che c’è una perdita d’aria alla scala E. Imprecazioni. L’aperitivo smorza fame diventa una cenetta ascetica e deliziosa, perché qua volevo arrivare: prima del cappuccino a Via Merulana mi sono fermata al supermercato coreano di Via Cavour per comprare una prelibatezza.  Chi l’avrebbe mai sospettato che una cosa apparentemente tanto defilata e anonima se ne potesse stare acquattata dietro lo sportello di un frigorifero in un negozio dove non sarei mai entrata se non fosse stato per la soffiata di una amica (una cara amica). Dovete provare il tofu di Otani & Marongiu: ha la consistenza quasi di una ricotta, ci grattugi sopra lo zenzero, fai appassire in forno due zucchine affettate con qualche goccia di limone, olio e sale (in mancanza di aceto balsamico che non compro mai) ed è letteralmente uno sturbo. D’estate sarà ancora più buono - non so se in frigo avrò ancora una bottiglia di Verdejo, spero di sì. Vi prego provatelo, anche voi nemici acerrimi del tofu. Non ha niente a che vedere con quello sotto plastica che si trova di solito nei negozi bio. Questo è un’altra cosa. Già ieri ero passata dai coreani, non ce l’avevano e li ho odiati.

Io, camuffando a stento il tono di rimprovero e non abbozzando neanche l’ombra di un sorriso: “Quando arriva il tofu fresco?”(in realtà era “Come osate restare senza tofu???”)

PIccolo uomo coreano alla cassa: “Mhmm…” (traduce mentalmente)

Io, con impazienza: (“Ti prego di’ domani, non più tardi di domani”)

PUCAC: “Domani.”

Io, riponendo mentalmente la katana pieghevole che porto sempre in tasca: “Molto bene”.

E’ un tofu fresco ottenuto secondo la regola giapponese - senza additivi né addensanti chimici -  da semi di soia di produzione biologica. Artigianale, certificato bio, ha un  sapore e una consistenza che non hanno nulla a che fare con i prodotti da supermercato. Lo fanno a Grottaferrata e incredibilmente non hanno un sito web. A Roma si trova qui: http://vivaevegeta.wordpress.com/2012/06/07/il-tofu-quello-vero/  

Segue reportage con foto e intervista appena li vado a trovare.

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En cierta ocasión Chick Corea le dijo: ‘Paco, salgamos de gira con mi banda y tú tocas. O vamos con tu banda y yo toco. O sino, toca tú y yo bailo’. (Javier Limón)

Paco de Lucía y Chick Corea, Polideportivo Mendirrotza @Festival Jazz de Vitoria, julio 2013

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Casa. Darjeeling. Relax. Quasi serenità.